In occasione del 1° maggio riportiamo la lettera aperta del presidente di Legacoop sociali, di cui facciamo parte, Massimo Ascari, rivolta alle operatrici e agli operatori del sociale:
Care operatrici e cari operatori delle cooperative sociali,
in occasione del Primo Maggio desidero rivolgermi direttamente a voi. Questa giornata, nel suo significato più autentico, è dedicata al lavoro, alla sua dignità e ai diritti di chi lo svolge. È quindi anche il momento per rimettere al centro chi, ogni giorno, rende possibile il welfare del nostro Paese. Il vostro impegno rappresenta un’infrastruttura sociale essenziale, senza la quale parole come inclusione, cura, educazione e sostegno rischierebbero di restare vuote.
Educatrici ed educatori, operatrici e operatori socio-sanitari, assistenti, coordinatrici e coordinatori, professioniste e professionisti della cooperazione sociale: il vostro lavoro tiene insieme fragilità e diritti, bisogni e opportunità, attraverso un’azione di cura che è fondamentale per la vita delle persone e delle comunità.
Non può esserci giustizia sociale senza giustizia del lavoro sociale, né futuro del welfare senza un investimento reale sulle persone che, ogni giorno, lo rendono vivo.
Il tema del lavoro povero attraversa anche il nostro settore: è una contraddizione che non possiamo ignorare. Nella mia esperienza professionale come educatore ho lavorato accanto a educatori dipendenti della pubblica amministrazione: a loro non veniva ridotta la busta paga quando vi erano meno utenti, non dovevano girare per la provincia per completare l’orario di lavoro, non avevano la preoccupazione dell’esito della prossima gara d’appalto e percepivano retribuzioni più elevate.
Per lungo tempo si è forse fatto affidamento su una sorta di “compensazione” tra bassa retribuzione ed alto riconoscimento professionale/sociale, come mix di fattori capaci di contribuire ad una generale soddisfazione del personale, in particolare nei primi anni di reale sviluppo del settore. Oggi non è più sufficiente.
È evidente che il lavoro nella scuola, nella sanità, nella cura e nell’assistenza debba compiere un salto di qualità per riconquistare valore e attrattività.
Come Legacoopsociali portiamo avanti questo impegno consapevoli di non essere “altro” rispetto a voi, ma dalla stessa parte: dentro la stessa storia e la stessa responsabilità.
Abbiamo messo il lavoro sociale al primo punto del nostro Manifesto Controvento che nel 2025 ha visto girare l’Italia, richiamando con forza la necessità di non subire le trasformazioni in atto, ma di orientarle.
Rimane centrale il rinnovo del CCNL delle cooperative sociali, strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e garantire retribuzioni adeguate. È necessaria una revisione del Codice degli Appalti e degli altri strumenti normativi, affinché il lavoro sociale venga riconosciuto anche economicamente sulla base dei costi reali.
È evidente a tutti il ruolo imprescindibile della Pubblica Amministrazione, che non può più farsi guidare da logiche di risparmio, ma deve tornare a investire in una delle infrastrutture più importanti del Paese e nelle persone che la rendono possibile con competenza e passione. In questa direzione, segnaliamo anche la recente sentenza di un TAR che riconosce la necessità della revisione periodica delle tariffe.
Accanto a tutto questo, è necessario promuovere un’azione nazionale di comunicazione e sensibilizzazione, capace di sostenere il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo indispensabile delle lavoratrici e dei lavoratori sociali. Occorre restituire centralità al loro impatto umano, sociale ed economico, favorendo al contempo un cambiamento culturale nell’opinione pubblica.
Non è un percorso semplice, ma è un passaggio necessario. Perché il lavoro sociale non è un costo da comprimere, ma un investimento sulla coesione, sui diritti delle persone e sul futuro delle comunità.
A tutte e a tutti voi va il mio sincero grazie per ciò che fate ogni giorno, insieme all’impegno di Legacoopsociali a proseguire questo lavoro con concretezza e determinazione.
Massimo Ascari – presidente nazionale Legacoopsociali
Quella di Ascari è una riflessione che ci riguarda da vicino: parla di valore, dignità e condizioni del lavoro sociale e ci interroga su ciò che serve perché questo lavoro sia davvero riconosciuto, tutelato e sostenibile nel tempo—anche sul piano professionale ed economico. Richiama una responsabilità collettiva sul futuro del welfare: istituzioni, comunità, cooperazione e cittadinanza sono chiamate a fare la propria parte, perché la qualità dei servizi dipende anche dalle condizioni di chi ogni giorno li rende possibili.
Temi che risuonano fortemente con il percorso che, come Koinè, stiamo portando avanti attraverso la campagna Specie Rare: un lavoro nato dall’ascolto delle vostre voci e dal bisogno di dare visibilità e riconoscimento al lavoro educativo e sociale, dentro e fuori i servizi. Condividiamo questo testo come invito ad una lettura comune, per trasformare una riflessione in responsabilità e impegno condivisi – ha detto la presidente di Koinè Alessia Minuz
Sul tema della valorizzazione del lavoro nel sociale segui la campagna SPECIE RARE



