Quando si parla di DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento – si fa riferimento a un’attitudine differente nel modo di apprendere lettura, scrittura, grafia e calcolo. Sono definiti “disturbi” perché riguardano l’assetto neurobiologico della persona e quindi accompagnano l’individuo lungo tutto l’arco della vita: possono migliorare nel tempo grazie a strategie adeguate, ma non si “guarisce” in senso stretto.
Sono “specifici” perché interessano determinati processi di apprendimento e non l’intelligenza generale. Per poter parlare di DSA, infatti, le competenze cognitive devono essere nella norma. Questo è un punto fondamentale, ancora oggi oggetto di fraintendimenti: i bambini e i ragazzi con DSA sono intelligenti, spesso molto brillanti, ma apprendono attraverso percorsi diversi.
La matrice è evolutiva: significa che le manifestazioni possono modificarsi nel tempo e che un’identificazione precoce permette di intervenire prima, costruendo strategie e strumenti su misura. La diagnosi non è un’etichetta, ma un punto di partenza per attivare risorse.
Approfondisci il tema dei DSA
Ecco 5 consigli utili per le famiglie con figli con DSA:
Concentratevi sui punti di forza
I ragazzi con DSA sono ogni giorno consapevoli delle loro fatiche. Sottolineare continuamente ciò che non funziona può abbassare la motivazione e l’autostima. Cercate invece di valorizzare ciò che sanno fare bene: creatività, capacità orali, intuizione, pensiero pratico, problem solving. La motivazione nasce dal sentirsi competenti.
Aiutateli a organizzarsi
Un buon metodo parte dalla pianificazione: usare un diario, un’agenda (cartacea o digitale), suddividere i compiti in piccoli passi, stabilire priorità e tempi realistici. L’organizzazione riduce l’ansia e previene l’evitamento (“inizio dopo”, “lo faccio più tardi”).
Osservate come studiano
Chiedetevi: come affronta un testo? Legge e ripete? Fa schemi? Usa mappe? Si distrae? Capisce ciò che sta facendo? Non esiste un metodo universale: il metodo giusto è quello che funziona per lui/lei. Sperimentate insieme diverse strategie senza imporne una sola.
Accogliete l’ansia senza minimizzarla
Frasi come “non è niente” o “devi solo impegnarti di più” non aiutano. L’ansia è reale. Riconoscetela (“capisco che ti preoccupa”), aiutate a spezzare il compito in parti più piccole e sostenete il senso di autoefficacia: “È difficile, ma passo dopo passo puoi farcela.”
Utilizzate strumenti compensativi
Sintesi vocale, mappe concettuali, computer con correttore, tabelle, formulari: non sono scorciatoie né privilegi. Sono strumenti che permettono al ragazzo di dimostrare ciò che sa senza essere bloccato dalla difficoltà specifica. Come gli occhiali per chi non vede bene, servono a mettere tutti nelle stesse condizioni.
Se hai bisogno di aiuto puoi contattare il nostro CENTRO ASTROLABIO a Novate Milanese.




