Il Glossario Fragile di Legacoopsociali è un’iniziativa che mira a migliorare la comunicazione e la consapevolezza riguardo a temi complessi e sensibili. La terza edizione del glossario, che si presenta come una risposta alla necessità di un linguaggio più inclusivo e rispettoso, include le parole “normalità” e “rispetto”. Queste parole sono state scelte per riflettere i significati più profondi e accurati di questi termini, evitando l’inflazione e i giudizi frettolosi.
A tre anni dalla presentazione il Glossario Fragile di Legacoopsociali continua ad aggiornarsi raggiungendo 25 lemmi: la nuova parola è “barriera”. “Raccontare la barriera significa narrare le tante forme di esclusione che si frappongono tra le persone e le loro possibilità di inclusione, autonomia e autodeterminazione” è scritto in un passaggio della parola proposta da Maria Rosa Capotorto, studentessa dell’ultima edizione del Master in comunicazione sociale Sociocom di Roma Tor Vergata con la supervisione del professore Andrea Volterrani.
“Lei è un utente fragile, sarà preso in carico come paziente disabile”. È una frase che potremmo ascoltare in qualsiasi ufficio che si occupa di servizi sanitari o sociali. Formalmente appare corretta e rispettosa. Però bisognerebbe mettersi nei panni di chi l’ascolta. La parola “utente” depersonalizza, fa sentire l’interlocutore un numero tra tanti. “Fragile” colpevolizza, come se la fragilità fosse un difetto. Anche “preso in carico” trasforma in oggetto chi invece è un soggetto” dal sito di Treccani
“L’impegno di Legacoopsociali sulla comunicazione, a partire dal linguaggio e dalle parole – afferma il presidente nazionale di Legacoopsociali Massimo Ascari – è un percorso che mette in rete giornalisti, università e scuole per provare a consolidare una comunità che sappia riconoscere il nostro ruolo e quello del lavoro sociale che oggi nel Paese va rivendicato. E in questo 2025, con gli Stati Generali della cooperazione sociale, stiamo sperimentando nuove idee e azioni per rendere sempre più larga ed efficace la nostra comunicazione”.
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Storia e sviluppi del progetto
Ideato dal Gruppo Comunicazione di Legacoopsociali, di cui facciamo parte con il nostro ufficio Comunicazione, il Glossario fragile si è avvalso della supervisione scientifica di Andrea Volterrani – Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Università Roma Tor Vergata, Gaia Peruzzi – Professoressa associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale Sapienza Università di Roma, Elisabetta Gola – professoressa di Filosofia e teorie dei linguaggi nel Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, Raffaele Lombardi – docente alla Università Lumsa di Roma e Maria Cristina Antonucci – ricercatrice in Scienze Sociali – CNR – Irpps.
In questo triennio, dopo il primo evento e l’approfondimento curato da un articolo della Treccani, il progetto gratuito sul linguaggio inclusivo ideato dal Gruppo Comunicazione dell’associazione ha percorso molte tappe in tutta Italia: 15 appuntamenti accreditati dall’Ordine dei giornalisti in 11 regioni e con lezioni all’interno di corsi di laurea e Master delle Università Sapienza e Tor Vergata di Roma, Università di Torino e di Ferrara. Inoltre è stato adottato dal gruppo editoriale che edita la Gazzetta di Modena e Reggio e Nuova Ferrara. Inoltre dal 2023 è anche diventato un appuntamento all’interno del programma del Festival Mat di Modena sulla salute mentale.
Tra le ultime iniziative c’è l’adozione del Glossario Fragile da parte della cooperativa Itaca di Pordenone: “un percorso di trasformazione culturale che mira a ridisegnare i confini della comunicazione interna ed esterna dell’organizzazione”. Inoltre da metà febbraio anche le due cooperative sociali partner Officina dell’Abitare e Opera in Fiore hanno adottato il Glossario Fragile con Legacoop Lombardia dando vita a un nuovo laboratorio nel carcere di Milano-Opera con persone detenute e soci lavoratori delle due cooperative di Milano. Un percorso di inclusione e di riflessione importante che ha coinvolto anche la cooperativa Shibboleth.
“Dal linguaggio alle nuove strategie emerse dal Manifesto Controvento degli Stati Generali – dichiara Massimo Ascari, presidente nazionale di Legacoopsociali – nel prossimo futuro la comunicazione è per noi un asset strategico che condividiamo con la nostra base sociale per costruire una comunità capace di raccontarsi e raccontare il lavoro quotidiano della cooperazione sociale in un Paese dove inclusione, diritti e lavoro hanno bisogno di una voce più forte”.
In programma è previsto un nuovo gruppo di lavoro che si attiverà per mettere in campo le azioni dello sviluppo del Glossario Fragile e della sua diffusione, messa a disposizione delle associate, dei media, delle università, delle scuole, delle comunità e della comunicazione.




